Le ricette
stagionali
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ricetta stagionale preferita
- Conchiglietta con crema di patate, cozze, pomodorini confit e colatura di provolone Silano
- Pacchero all'Amatriciana con pomodoro del Piennolo DOP, guanciale Romano stagionato e fonduta di pecorino Romano DOP
- Linguina con porcini arrosto, zafferano, fonduta di Gorgonzola DOP e noci tostate
- Linguina di mare, cozze, vongole, confit, panatura di crusco e tartare di scampi
La lista della Spesa
Conchiglietta
con crema di patate, cozze, pomodorini confit e colatura di provolone Silano
Olio EVO A.O.P.
Cozze con brodo
Conchiglietta
Semola di grano duro Superior
Pomodorini confit
Crema di patate
Colatura di provolone Silano
Descrizione
Conchiglietta
con crema di patate, cozze, pomodorini confit e colatura di provolone Silano
Patate, cozze e una nota affumicata di formaggio.
Conchiglietta avvolta da una crema di patate morbida e delicata, con cozze e pomodorini confit. La colatura di Provolone Silano completa il piatto con una nota intensa e sapida, creando un contrasto pieno tra mare, dolcezza e formaggio.
Lo sapevi che
Dentro la ricetta
Perchè i nostri ingredienti hanno una storia da raccontare
Il tubero che ha attraversato l’oceano
Prima di diventare uno degli ingredienti più familiari della cucina europea, la patata ha compiuto un viaggio dalle Ande al Vecchio Continente.
Originaria dell’America meridionale, arrivò in Europa nella seconda metà del Cinquecento attraverso gli spagnoli. Inizialmente fu considerata soprattutto una curiosità botanica e solo nei secoli successivi conquistò un ruolo centrale nell’alimentazione europea.
Lo sapevi che
In Italia, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, la patata era conosciuta anche come “tartuffolo”, probabilmente per la somiglianza dei suoi tuberi con il tartufo.
In breve
Ancorate al mare
Le cozze non si limitano a vivere nell’acqua: si fissano saldamente al loro ambiente attraverso sottilissimi filamenti naturali.
Il mitilo mediterraneo è un mollusco bivalve che vive in comunità numerose e si nutre filtrando l’acqua di mare. Per rimanere ancorato a rocce e altri supporti produce il bisso, un insieme di filamenti resistenti che gli permette di restare saldo anche in presenza delle correnti.
Lo sapevi che
Alla fine del Settecento, nel Golfo di Taranto venne sviluppata la tecnica di allevamento dei mitili “in sospensione”, un sistema che sarebbe poi diventato uno dei metodi utilizzati nella mitilicoltura moderna.
In breve
Il tempo che concentra il sapore
Nel confit il calore non aggredisce il pomodoro: lo trasforma lentamente, concentrandone profumi, dolcezza e consistenza.
I pomodorini vengono cotti a lungo a bassa temperatura, generalmente con olio, aromi e una componente zuccherina. Durante la cottura perdono gradualmente parte della loro acqua e acquistano una consistenza morbida e un sapore più concentrato.
Lo sapevi che
La parola confit deriva dal francese confire, “conservare”: il termine nasce da antiche tecniche di conservazione e nel tempo è stato esteso anche alle cotture lente di frutta e verdura.
In breve
La materia che diventa colatura
Una pasta filata compatta può cambiare completamente consistenza quando viene trasformata in una colatura cremosa.
Il provolone appartiene alla famiglia dei formaggi a pasta filata: durante la lavorazione la cagliata viene resa elastica e modellabile, acquisendo la struttura caratteristica di questa antica tradizione casearia. Il gusto può svilupparsi verso note più dolci o più decise a seconda della lavorazione e della maturazione.
Lo sapevi che
Il nome “provolone” nasce come accrescitivo di provola, termine legato alla grande famiglia dei formaggi a pasta filata diffusa storicamente soprattutto nell’Italia meridionale.
In breve
La nutrizionista dice
Una buona opzione per chi deve affrontare una lunga giornata di lavoro, grazie al suo elevato potere saziante.
Patata
Cozze
Provolone Silano
La lista della Spesa
Pacchero all'Amatriciana
con pomodoro del Piennolo DOP, guanciale Romano stagionato e fonduta di pecorino Romano DOP
Olio EVO A.O.P.
Pomodoro del Piennolo
Cialda di pecorino
Pacchero
Farina di farro
Guanciale cotto
Pecorino grattuggiato
Panna Elle&Vire
Descrizione
Pacchero all'Amatriciana
con pomodoro del Piennolo DOP, guanciale Romano stagionato e fonduta di pecorino Romano DOP
Pomodoro, guanciale e pecorino: Roma nel piatto.
Pomodoro del Piennolo DOP e guanciale Romano stagionato, saporito e croccante. La fonduta di Pecorino Romano DOP completa il piatto con una nota intensa e cremosa.
Lo sapevi che
Dentro la ricetta
Perchè i nostri ingredienti hanno una storia da raccontare
Il pomodoro che nasce dal vulcano
C’è un pomodorino che cresce alle pendici del Vesuvio, dove il terreno lavico e l’escursione termica modellano un frutto dalla personalità intensa e riconoscibile.
Il Pomodoro del Piennolo del Vesuvio è caratterizzato da una forma ovale allungata con una piccola punta all’estremità inferiore. La buccia è soda e resistente, la polpa compatta e molto aromatica. Il sapore è un equilibrio naturale tra dolcezza marcata e retrogusto acidulo, dovuto all’alta concentrazione di zuccheri e acidi organici. I terreni vulcanici, ricchi di potassio e zolfo, conferiscono al frutto una sapidità minerale unica e un colore rosso vivo e profondo.
La sua introduzione in Campania risalirebbe al 1759, quando il viceré del Perù lo donò a Ferdinando IV di Napoli in occasione della sua incoronazione. Piantato alle pendici del Vesuvio, si adattò perfettamente all’ambiente sviluppando le qualità che oggi lo rendono una delle eccellenze gastronomiche italiane. Nel 2009 ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta, a tutela della sua autenticità.
Lo sapevi che
Il nome “piennolo” deriva dall’antica usanza di intrecciare i rami dei pomodorini formando grandi grappoli appesi, tradizione nata secondo la leggenda dalle mogli dei pescatori vesuviani che intrecciavano reti e, per abitudine, anche i rami dei pomodori.
In breve
Il taglio che definisce l’Amatriciana
Il guanciale nasce dalla guancia del maiale: un taglio in cui la parte grassa e quella magra creano una struttura diversa da quella della pancetta.
La lavorazione prevede salatura e stagionatura, durante le quali il guanciale sviluppa consistenza, profumo e intensità. Nella ricetta dell’Amatriciana il grasso che si scioglie durante la cottura diventa parte integrante del condimento.
Lo sapevi che
Il disciplinare dell’Amatriciana Tradizionale stabilisce che il guanciale utilizzato provenga dalla guancia del suino, rifilata nella caratteristica forma triangolare, e sia stagionato per almeno 30 giorni dalla salatura.
In breve
Un formaggio antico, non solo romano
Il suo nome racconta una storia millenaria, ma oggi il territorio del Pecorino Romano DOP si estende ben oltre i confini del Lazio.
Prodotto con latte intero di pecora, il Pecorino Romano DOP è un formaggio a pasta dura, dal gusto aromatico, sapido e progressivamente più intenso con la stagionatura. La lavorazione segue un disciplinare preciso che ne definisce origine del latte, produzione e maturazione.
Lo sapevi che
Nonostante il nome, il Pecorino Romano DOP può essere prodotto in Lazio, Sardegna e nella provincia di Grosseto in Toscana, le aree previste dal disciplinare della denominazione.
In breve
La nutrizionista dice
Un piatto ricco e strutturato, che combina i carboidrati della pasta con proteine e grassi provenienti dal guanciale e dal Pecorino Romano, completati dalla componente vegetale del pomodoro.
Pomodoro del Piennolo DOP
Guanciale Romano stagionato
Pecorino Romano DOP
La lista della Spesa
Linguina con porcini arrosto
zafferano, fonduta di Gorgonzola DOP e noci tostate
Burro
Brodo Vegetale
Zafferano in polvere
Linguina
Semola rimacinata di grano duro
Funghi Porcini
Grana Padano DOP
Nocciole tostate e speziate
Gorgonzola DOP
Descrizione
Linguina con porcini arrosto
zafferano, fonduta di Gorgonzola DOP e noci tostate
Il bosco incontra lo zafferano.
Linguina allo zafferano con porcini arrosto, intensi e carnosi, avvolta da una fonduta di Gorgonzola DOP. Le noci tostate aggiungono croccantezza e una nota calda, completando un piatto ricco e autunnale.
Lo sapevi che
Dentro la ricetta
Perchè i nostri ingredienti hanno una storia da raccontare
Il bosco, nel piatto
Il porcino cresce nel bosco in simbiosi con gli alberi, legando la propria vita a quella delle loro radici.
Tra i funghi più apprezzati della cucina italiana, il porcino comune (Boletus edulis) cresce soprattutto nei boschi e si riconosce per il cappello carnoso, il gambo robusto e la polpa bianca e compatta. Il suo profumo e la sua consistenza si prestano sia alle cotture intense, come l’arrostitura, sia all’essiccazione.
Lo sapevi che
Sotto il cappello del porcino non ci sono lamelle: la superficie è formata da una fitta trama di minuscoli tubuli che terminano in piccoli pori.
In breve
Tre fili dentro ogni fiore
Dietro pochi fili di zafferano c’è un lavoro minuzioso: la spezia si ricava soltanto dagli stimmi del fiore.
Lo zafferano nasce dal Crocus sativus, un piccolo fiore violaceo che racchiude tre stimmi rosso-arancio. Sono proprio questi a essere raccolti ed essiccati per ottenere la spezia, capace di dare ai piatti il suo caratteristico aroma e un colore giallo intenso.
Lo sapevi che
Ogni fiore produce soltanto tre stimmi e la loro raccolta richiede un lavoro estremamente accurato: è questa concentrazione di materia e manualità a rendere lo zafferano una delle spezie più preziose.
In breve
Dal sottobosco alla tostatura
La nocciola è il seme del Corylus avellana, una pianta che cresce spontaneamente in gran parte d’Europa ed è coltivata in Italia da secoli.
Protetta prima da un involucro fogliaceo e poi dal caratteristico guscio, la nocciola viene consumata fresca o essiccata. La tostatura ne modifica profondamente il profilo aromatico, rendendone più intensi il profumo e la componente croccante. In Italia il nocciolo è particolarmente diffuso in aree come il Viterbese, l’Avellinese e l’Etna.
Lo sapevi che
Il nome botanico Corylus avellana conserva un riferimento diretto ad Avella, territorio campano storicamente legato alla coltivazione del nocciolo e da cui deriva il termine latino avellana.
In breve
Creato dall'aria
Il disegno blu-verde del Gorgonzola non è soltanto una caratteristica estetica: nasce durante la maturazione del formaggio.
Il Gorgonzola DOP è un formaggio erborinato prodotto con latte vaccino intero pastorizzato, fermenti lattici e muffe selezionate. Durante la stagionatura sviluppa le caratteristiche venature che attraversano la sua pasta cremosa e ne definiscono il gusto.
Lo sapevi che
Dopo circa tre settimane le forme vengono perforate con grossi aghi metallici: l’aria entra nella pasta e permette alle colture già presenti di svilupparsi, dando origine alle tipiche venature blu-verdi del Gorgonzola.
In breve
La nutrizionista dice
Una buona opzione per chi svolge molta attività fisica: un piatto autunnale saporito, saziante e nutriente.
Funghi porcini
Noci
Gorgonzola
Zafferano
La lista della Spesa
Linguina di mare
Linguina di mare con cozze, vongole, pomodori confit, panatura di crusco e tartare di scampi
Cozze
Vongole
Linguina
Semola rimacinata di grano duro
Tartare di scampi
Panatura di crusco
Pomodori confit
Descrizione
Linguina di mare
Linguina di mare con cozze, vongole, pomodori confit, panatura di crusco e tartare di scampi
Tutto il mare, con una nota croccante.
Linguina con cozze e vongole, pomodori confit e tartare di scampi. La panatura di peperone crusco aggiunge croccantezza e una nota intensa, mentre il crudo dello scampo mantiene il piatto fresco e delicato.
Lo sapevi che
Dentro la ricetta
Perchè i nostri ingredienti hanno una storia da raccontare
Ancorate al mare
Le cozze non si limitano a vivere nell’acqua: si fissano saldamente al loro ambiente attraverso sottilissimi filamenti naturali.
Il mitilo mediterraneo è un mollusco bivalve che vive in comunità numerose e si nutre filtrando l’acqua di mare. Per rimanere ancorato a rocce e altri supporti produce il bisso, un insieme di filamenti resistenti che gli permette di restare saldo anche in presenza delle correnti.
Lo sapevi che
Alla fine del Settecento, nel Golfo di Taranto venne sviluppata la tecnica di allevamento dei mitili “in sospensione”, un sistema che sarebbe poi diventato uno dei metodi utilizzati nella mitilicoltura moderna.
In breve
Il tempo che concentra il sapore
Nel confit il calore non aggredisce il pomodoro: lo trasforma lentamente, concentrandone profumi, dolcezza e consistenza.
I pomodorini vengono cotti a lungo a bassa temperatura, generalmente con olio, aromi e una componente zuccherina. Durante la cottura perdono gradualmente parte della loro acqua e acquistano una consistenza morbida e un sapore più concentrato.
Lo sapevi che
La parola confit deriva dal francese confire, “conservare”: il termine nasce da antiche tecniche di conservazione e nel tempo è stato esteso anche alle cotture lente di frutta e verdura.
In breve
La croccantezza della tradizione lucana
“Crusco” non indica una varietà di peperone, ma la consistenza che assume dopo essiccazione e un rapidissimo passaggio nell’olio.
Simbolo della cucina lucana, il peperone crusco parte da peperoni dalla polpa sottile che vengono essiccati e successivamente immersi nell’olio per pochi secondi. È questo passaggio a renderli friabili e croccanti, tanto che in dialetto crusco significa proprio “croccante”.
Lo sapevi che
Prima dell’essiccazione, i peperoni vengono tradizionalmente infilati con ago e filo formando lunghe collane chiamate serte, poi lasciate asciugare in luoghi aerati.
In breve
Un crostaceo dei fondali
Lo scampo vive sui fondali e appartiene alla stessa famiglia zoologica dell’astice.
Lo Nephrops norvegicus è un crostaceo decapode dal corpo allungato e dalle caratteristiche grandi chele. È diffuso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo e vive generalmente su fondali fangosi, anche a profondità considerevoli.
Lo sapevi che
Il nome scientifico Nephrops deriva dalle parole greche per “rene” e “occhio”, in riferimento alla particolare forma reniforme degli occhi dello scampo.
