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La lista della Spesa

Linguina alla Nerano

con fonduta di Provolone del Monaco DOP, zucchine, basilico e crumble di pane

Pepe
Brodo vegetale
Fonduta di Provolone del Monaco

Linguine
Semola rimacinata di grano duro

Crumble di Pane
Zucchine fritte
Basilico
Descrizione

Linguina alla Nerano

con fonduta di Provolone del Monaco DOP, zucchine, basilico e crumble di pane

Linguina alla Nerano con fonduta di Provolone del Monaco DOP, zucchine, basilico e crumble di pane.

Un grande classico della Costiera: linguina avvolta da una fonduta setosa di Provolone del Monaco DOP, con zucchine dorate e basilico fresco. Il crumble di pane aggiunge croccantezza e ritmo. Equilibrio perfetto tra cremosità e leggerezza.

Lo sapevi che

Dentro la ricetta

Perchè i nostri ingredienti hanno una storia da raccontare

Un formaggio nato tra mare e montagna

C’è un formaggio a pasta filata che nasce tra i pascoli dei Monti Lattari e il mare della penisola sorrentina, dove il territorio influenza profondamente gusto e lavorazione.

Il Provolone del Monaco DOP è prodotto esclusivamente in un’area ristretta della provincia di Napoli. Le sue origini risalgono al XVIII secolo, quando alcuni pastori si spostarono dal Vomero verso i Monti Lattari, iniziando a produrre formaggi stagionati per facilitarne il trasporto e la conservazione. Si ottiene da latte vaccino lavorato a temperature più alte rispetto al caciocavallo, con una cagliata più cotta e una lavorazione completamente naturale, senza conservanti né fermenti aggiunti.

La forma è inconfondibile, simile a un melone leggermente allungato e privo di testina. La stagionatura parte da un minimo di sei mesi e può avvenire anche in grotta, sviluppando un sapore intenso, leggermente piccante e complesso, con note aromatiche profonde.

Lo sapevi che

Il nome deriva dai contadini che trasportavano i formaggi verso Napoli indossando lunghi mantelli simili a quelli dei monaci. Da qui il soprannome “monaci” e, di conseguenza, “Provolone del Monaco”.

In breve

Prodotto nei Monti Lattari e nella penisola sorrentina
Origini nel XVIII secolo
Latte vaccino lavorato a pasta filata
Stagionatura minima di 6 mesi
Possibile affinamento in grotta
Sapore intenso con note leggermente piccanti

Un ingrediente semplice, reinventato in Italia

C’è un ortaggio che arriva da lontano ma trova in Italia la sua espressione più riconoscibile, diventando simbolo di leggerezza e cucina quotidiana.

La zucchina, appartenente alla specie Cucurbita pepo, è originaria dell’America Latina ed è stata introdotta in Europa nel XVI secolo. I primi a utilizzarla furono le popolazioni mesoamericane, ma è in Italia che viene raccolta ancora immatura e valorizzata in cucina. Il suo sapore delicato e la consistenza tenera la rendono estremamente versatile, capace di adattarsi a preparazioni semplici o più strutturate come la Nerano.

Composta per oltre il 90% di acqua, è un ingrediente leggero e facilmente digeribile. Se lasciata maturare completamente diventerebbe una zucca, perdendo le caratteristiche che la rendono così apprezzata nella cucina contemporanea.

Lo sapevi che

Botanicamente la zucchina è un frutto, perché nasce dal fiore e contiene semi. Viene raccolta prima della maturazione completa per preservarne gusto e consistenza.

In breve

Origine in America Latina
Diffusa in Europa dal XVI secolo
Raccolta ancora immatura
Composta principalmente da acqua
Ingrediente leggero e versatile
Botanicamente è un frutto
La nutrizionista dice

Un piatto completo e bilanciato, ideale per ricaricare le energie, soprattutto dopo uno sforzo fisico.

Semola rimacinata
ricco di vitamine, minerali e fibre; calcio e fosforo favoriscono la salute di ossa e cuore. Ha proprietà antiossidanti simili all’aglio ma risulta più digeribile. La frittura intensa ne altera i benefici: meglio una leggera rosolatura in olio d’oliva e farine meno raffinate.
Provolone del Monaco DOP
ricco di calcio e fosforo, contribuisce al supporto di ossa e metabolismo energetico.
Zucchine
apportano vitamine A e C e fibre, utili per la digestione e l’equilibrio del piatto.
La lista della Spesa

Pacchero con crema di peperoni

con olive taggiasche, capperi, Parmigiano DOP Bio Vacche Rosse e salsa di mandorle

Olive taggiasche
Capperi

Pacchero
Farina di farro

Peperoni
Parmigiano DOP
Salsa di mandorle
Descrizione

Pacchero con crema di peperoni

con olive taggiasche, capperi, Parmigiano DOP Bio Vacche Rosse e salsa di mandorle

Il Mediterraneo, quando si fa cremoso.

Pacchero avvolto da una crema di peperoni dolce e vellutata, con olive taggiasche e capperi a dare ritmo e sapidità. Il Parmigiano DOP Bio Vacche Rosse aggiunge profondità, mentre la salsa di mandorle chiude con una nota morbida e avvolgente. Equilibrio pieno, gusto deciso.

Lo sapevi che

Dentro la ricetta

Perchè i nostri ingredienti hanno una storia da raccontare

Una piccola oliva dal carattere gentile

C’è un’oliva che nasce tra le colline liguri e porta con sé una storia fatta di monaci, mare e coltivazioni difficili, dove la qualità prevale sempre sulla quantità.

L’oliva taggiasca è una cultivar tipica della Liguria occidentale, introdotta tra il VII e l’VIII secolo dai monaci provenienti dalla Provenza. Piccola, allungata e carnosa, cambia colore durante la maturazione dal verde al viola scuro. Il suo sapore è delicato, leggermente dolce e con una nota mandorlata che la rende unica nel panorama italiano.

La pianta ha una resa limitata rispetto ad altre varietà, ma proprio questa bassa produttività contribuisce a renderla più preziosa. È utilizzata sia come oliva da tavola sia per la produzione di un olio extravergine di grande finezza.

Lo sapevi che

Il nome “taggiasca” deriva dal comune di Taggia, in provincia di Imperia, cuore storico della sua diffusione. Furono i monaci a portarla e a diffonderla in tutta la valle.

In breve

Cultivar ligure introdotta tra VII e VIII secolo
Piccola, carnosa e allungata
Sapore delicato con note mandorlate
Bassa resa produttiva, alta qualità
Utilizzata sia da tavola che per olio extravergine

Un formaggio che attraversa i secoli

C’è un formaggio che da oltre otto secoli viene prodotto con gli stessi gesti, negli stessi luoghi, trasformando il latte in una delle espressioni più alte della cultura casearia italiana.

Il Parmigiano Reggiano DOP nasce nei monasteri benedettini e cistercensi della Pianura Padana nel Medioevo. È un formaggio completamente naturale, ottenuto da latte vaccino senza l’uso di additivi o conservanti. La lavorazione segue ancora oggi metodi tradizionali, con una lunga stagionatura che ne sviluppa struttura e complessità aromatica.

Nella versione da Vacche Rosse di Razza Reggiana, il latte presenta caratteristiche particolari che favoriscono una migliore resa e una maggiore predisposizione alla lunga stagionatura. Il risultato è un formaggio dalla grana elastica e fine, con un sapore dolce, persistente e armonico, anche oltre i 24 mesi.

Lo sapevi che

La Razza Reggiana, dal tipico mantello rosso, era già presente nelle campagne emiliane nel Medioevo e il suo latte fu tra i primi utilizzati per produrre il Parmigiano Reggiano. In alcune rappresentazioni rinascimentali compare persino accanto alla Sacra Famiglia.

In breve

Origini medievali nei monasteri della Pianura Padana
Latte vaccino lavorato secondo metodi tradizionali
Versione Vacche Rosse con migliore resa casearia
Stagionatura minima 24 mesi
Sapore dolce, persistente e complesso
Formaggio naturale senza conservanti
La nutrizionista dice

Un piatto ricco e completo, con un buon equilibrio tra carboidrati, grassi e proteine, particolarmente adatto a un’alimentazione vegetariana.

Farina di farro
cereale antico ricco di fibre e vitamine del gruppo B, utile per il metabolismo e il senso di sazietà, con un contenuto di glutine naturalmente inferiore rispetto ad altri grani moderni.
Peperoni
fonte di vitamina C e ricchi di antiossidanti come betacarotene e carotenoidi, che contribuiscono alla protezione cellulare.
Parmigiano Reggiano Vacche Rosse 24 mesi
naturalmente privo di lattosio, ricco di calcio e proteine altamente biodisponibili; la lunga stagionatura ne aumenta concentrazione e digeribilità.
Olive taggiasche e capperi
apportano grassi monoinsaturi, vitamina E e composti antiossidanti utili per il sistema cardiovascolare.
Mandorle
fonte di magnesio e grassi buoni, contribuiscono al senso di sazietà e all’equilibrio glicemico.
La lista della Spesa

Gnocchetto Sardo con ragù di gamberoni Argentina

con pomodoro del Piennolo del Vesuvio DOP, stracciatella pugliese e limone di Amalfi

Olio EVO all’aglio e peperoncino
Ragù di gamberoni Argentina

Gnocchetto Sardo
Semola rimacinata e farina di ceci

Brodo vegetale
Limone di Amalfi
Stracciatella
Descrizione

Gnocchetto Sardo con ragù di gamberoni Argentina

con pomodoro del Piennolo del Vesuvio DOP, stracciatella pugliese e limone di Amalfi

Il mare, quello buono.

Gnocchetto sardo avvolto da un ragù di gamberoni Argentina, intenso e profumato, con pomodoro del Piennolo del Vesuvio DOP a dare rotondità. La stracciatella pugliese aggiunge cremosità, mentre il limone di Amalfi accende il piatto con una nota fresca e agrumata. Ricco, equilibrato, sorprendente.

Lo sapevi che

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Perchè i nostri ingredienti hanno una storia da raccontare

Un crostaceo che arriva dall’Atlantico

C’è un crostaceo che arriva dalle acque fredde dell’Atlantico sud-occidentale, dove la qualità della materia prima incontra tecniche di conservazione pensate per preservarne freschezza e integrità.

I gamberoni argentini sono tra le varietà più apprezzate per la loro carne soda, tenera e succosa. Il sapore è delicato ma persistente, con una naturale dolcezza e una leggera sapidità marina. Possono raggiungere dimensioni importanti e vengono classificati in base alla pezzatura con sigle come L1, L2, L3: nel caso degli L2, si contano generalmente 20–30 pezzi per chilogrammo.

Provengono dalla zona FAO 41, lungo le coste di Argentina, Uruguay e Brasile, e vengono spesso surgelati direttamente a bordo per mantenere standard elevati di qualità e sicurezza. In cucina, anche i carapaci vengono valorizzati: tostati e lavorati, danno origine alla bisque, un fondo ricco e intenso che concentra tutto il sapore del mare.

Lo sapevi che

Il termine “gambero argentino” è in realtà una semplificazione commerciale: questa specie non è un vero gambero ma un gamberone rosso selvatico (Pleoticus muelleri), che vive libero sui fondali dell’Atlantico e non viene allevato. È proprio questa natura selvatica a determinare il suo colore intenso già da crudo e il sapore più ricco rispetto ad altri crostacei.

In breve

Provenienza Atlantico sud-occidentale (FAO 41)
Carne soda, dolce e leggermente sapida
Surgelati a bordo per garantire freschezza
Carapaci utilizzati per la preparazione della bisque

Una cremosità che bilancia il mare

C’è una preparazione lattiero-casearia che nasce dalla tradizione pugliese e che porta nel piatto una consistenza morbida, fresca e avvolgente.

La stracciatella di bufala è composta da fili di pasta filata sfilacciati e immersi nella panna, ottenuta da latte di bufala. Il risultato è una crema ricca ma delicata, con una texture fluida e vellutata. Il suo sapore lattico e leggermente dolce crea un contrasto naturale con ingredienti più intensi e sapidi, contribuendo a bilanciare il piatto.

Lo sapevi che

La stracciatella nasce come recupero della mozzarella: i residui della lavorazione venivano “stracciati” e mescolati con panna, dando origine a uno dei prodotti più iconici della tradizione casearia italiana.

In breve

Derivata dalla lavorazione della mozzarella
Latte di bufala
Composta da fili di pasta filata e panna
Consistenza cremosa e avvolgente
Sapore delicato e leggermente dolce

Un agrume che profuma di costa

C’è un limone che cresce tra mare e roccia, lungo la Costiera Amalfitana, dove il clima e la luce danno vita a un agrume dal profumo intenso e dalla personalità unica.

Il Limone di Amalfi è caratterizzato da una buccia spessa e profumata, ricca di oli essenziali, e da una polpa succosa con acidità equilibrata. Coltivato su terrazzamenti affacciati sul mare, sviluppa un aroma fresco e persistente che in cucina viene utilizzato per esaltare e alleggerire preparazioni più ricche.

Lo sapevi che

La buccia del limone di Amalfi è tra le più aromatiche grazie all’alta concentrazione di oli essenziali, motivo per cui viene spesso utilizzata anche senza la parte interna.

In breve

Coltivato sulla Costiera Amalfitana
Buccia spessa e ricca di oli essenziali
Aroma intenso e fresco
Acidità equilibrata
Utilizzato sia per succo che per scorza
La nutrizionista dice

Un piatto completo e bilanciato, ricco di proteine e nutrienti, con un buon equilibrio tra energia e leggerezza.

Semola rimacinata con farina di ceci
fonte di carboidrati e proteine vegetali, con un buon apporto di fibre utili per la regolarità intestinale e il senso di sazietà.
Ragù di gamberoni
contribuisce all’apporto proteico e fornisce sali minerali come selenio e iodio, oltre a vitamina E.
Stracciatella di bufala
apporta calcio e vitamina A, contribuendo al valore nutrizionale complessivo del piatto.
Limone
ricco di vitamina C e oli essenziali, che contribuiscono al profilo nutrizionale e aromatico del piatto.
La lista della Spesa

Linguina con zafferano

tartare di scampi e bottarga di muggine

Scampi
Burro
Brodo vegetale

Linguina
Semola rimacinata di grano duro

Zafferano
Bottarga di muggine
Olio EVO
Descrizione

Linguina con zafferano

tartare di scampi e bottarga di muggine

Un piatto che profuma di zafferano e mare.

Linguina allo zafferano, calda e avvolgente, con tartare di scampi* fresca e delicata. La bottarga di muggine aggiunge una spinta sapida che amplifica il mare. Equilibrio netto, gusto diretto.

L’ingrediente segreto?

Amiamo quello che facciamo!